SPOT NEWS

Settembre 2010

Pretrattamento con clopidogrel nei pz con IMA trasferiti per PPCI

Larson M et al. Am Heart J, 2010; 160(1):202-207

I pz con STEMI sottoposti a PPCI che, nell'ambito di un network gestionale loco-regionale, ricevono precocemente un pretrattamento con 600 mg di clopidogrel hanno minori complicanze ischemiche senza incremento di sanguinamento e mortalità.

Settembre 2010

Il paradosso obesità

Lancefield T et al. J Am Coll Cardiol, 2010; 3:660-668

Quando confrontati con individui normopeso, i pazienti in sovrappeso e obesi hanno una percentuale intra-ospedaliera e a 12 mesi di MACE e mortalità più bassa dopo PCI. Questo si spiegherebbe con l'aumento nell'assunzione di farmaci durante il periodio d'osservazione.

Agosto 2010

L’uso di una dose di sicurezza di contrasto iodato previene la nefropatia acuta da contrasto?

Brown JR et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:346-350

Valutata in 10.065 pz trattati con PCI la relazione tra quantità di contrasto utilizzata, rispetto a una dose limite predefinita (5 mL x peso corporeo[kg] / creatininemia  [mg/dL]) e il superamento incrementale di tale limite. La nefropatia acuta da contrasto aumentava del 45% per ogni categoria al di sopra del limite e non era in relazione con quantità di contrasto inferiori al limite.

Agosto 2010

La bivalirudina risulta “cost-effective” solo per i pazienti a elevato rischio emorragico

Amin AP et al. Circ Cardiovasc Qual Outcomes. 2010; 3:358-365

Sostituire l’eparina da sola con la bivalirudina risulta “cost effective” solo nei pz con rischio di sanguinamento periprocedurale di almeno l’8% e conveniente solo se il rischio emorragico supera il 20% (in totale circa il 3% dei pz sottoposti a PCI). Tale analisi però decade se si considera il confronto della bivalirudina con eparina associata a inibitore piastrinico IIbIIIa.

Agosto 2010

Il ripristino precoce del segmento ST dopo PCI primaria predice la prognosi a lungo termine

Verouden NJ et al. Am Heart J 2010; 159:1005-1011

Si conferma l’importanza della risoluzione dell’ST per identificare i pz ad alto rischio. Dall’analisi della risoluzione del segmento ST in 2124 pz sottoposti a PCI primaria per STEMI è risultata una mortalità a 5 anni dell’8.3% nei pz con ripristino completo (oltre il 70%) dell’ST, del 14.4% con ripristino parziale (30-70%) e del 22.8% nel gruppo con ST non migliorato al termine della procedura (p<0.001).

Agosto 2010

Il trattamento interventistico delle lesioni non culprit determina un incremento di mortalità nei pazienti con STEMI

Toma M et al. Eur Heart J, 2010; 31(14):1701-1707

I dati di una analisi post-hoc del trial APEX-AMI mostrano che il trattamento interventistico in corso di PCI primaria anche di lesioni non culprit, si associa a un significativo incremento di mortalità (12.5% vs. 5.6%, p < 0.001) e di un end-point composito morte-scompenso-shock (18.9% vs. 13.1% p = 0.011) a 90 giorni.

Agosto 2010

Correlazione tra Myocardial blush grades, staining e severo danno micro vascolare dopo PCI primaria: uno studio condotto con RM ad enhancement di contrasto in un’ampia seria di pazienti consecutivi

Perazzolo Marra M et al. Am Heart J, 2010; 159(6):1124-1132

I parametri angiografici quali il myocardial blush grade correlano bene con i dati derivati dalla risonanza magnetica con enhancement di contrasto che esprimono le dimensioni dell’infarto e l’indice di danno micro vascolare. In particolare i pz con MBG 0 (staining) presentano un quadro particolarmente severo di danno microvascolare.

Luglio 2010

La combinazione tra bivalirudina e l’impiego dei sistemi di chiusura vascolare riduce gli eventi emorragici nei pazienti ad alto rischio

Marso SP et al. JAMA, 2010; 303:2156-2164

Nel registro CathPCI (1.522.935 pz in 955 ospedali negli USA), gli eventi emorragici interessano il 2% dei pz. L’impiego di bivalirudina in associazione a sistemi di chiusura vascolare determina una riduzione assoluta del 3.8% degli eventi, rispetto alla compressione manuale. Nel registro solo il 2% dei pz è stato sottoposto a procedura transradiale, in grado di ridurre le complicanze emorragiche indipendentemente dalla terapia antitrombotica. In alcuni casi il rischio emorragico era favorito da caratteristiche anatomiche che controindicavano l’uso dei sistemi di chiusura. In una meta-analisi del 2004, i sistemi di chiusura non mostravano significativi benefici nella riduzione delle complicanze.

Luglio 2010

Risultati nei pazienti con stenosi del tronco comune, trattati con PCI e impianto di stent a rilascio di paclitaxel (PES) o con bypass aorto-coronarico, nello studio SYNTAX

Morice MC et al. Circulation, 2010; 121:2645-2653

Nei pz con stenosi del tronco comune, la rivascolarizzazione mediante PCI ha mostrato risultati di sicurezza ed efficacia a 1 anno paragonabili alla chirurgia. I pz con Syntax score elevato avevano risultati peggiori con la PCI rispetto a quelli con Syntax basso o intermedio. Il Syntax score non correlava con i risultati post-CABG, l’Euroscore prediceva gli esiti per entrambi i trattamenti.

Luglio 2010

Confronto a lungo termine degli outcomes dei pz con malattia critica del TC trattati con DES e CABG

Chen YD et al. Am J Cardiol, 2010; 105(12): 1728-1734

Durante i 4 anni di follow-up, l'insieme degli eventi avversi cerebrovascolari maggiori sono stati simili in ambedue le popolazioni trattate (DES, CABG) per la malattia del TC, con un trend verso una minore mortalità nel gruppo sottoposto a PCI con DES.
Di contro il trattamento con DES si associa a un incremento della TVR anche se l'ischemia legata alla TVR non è stata significativa fra i 2 gruppi.

Luglio 2010

FFR vs angiografia nel trattamento dei pz multivasali - 2 anni di FU dal FAME

Pijls NHJ et al. J Am Coll Cardiol, 2010; 56:177-184

La misurazione routinaria della FFR in pz con malattia multivasale sottoposti a PCI con DES riduce in maniera significativa la mortalità e l'infarto miocardico a 2 anni quando la si compara con la PCI guidata dal solo criterio angiografico.

Luglio 2010

Outcomes angiografici e clinici a 2 anni - Dati dall'ISAR-TEST 2

Byrne RA et al. J Am Coll Cardiol, 2010; 55:2536-2543

Dopo 2 anni non si sono evidenziate differenze in termini di sicurezza fra le tre piattaforme di stent ( Dual-DES, SES e ZES ). L'efficacia antirestenosi del Dual-DES e dello ZES si mantiene fra il 1° e il 2° anno. Con il Dual-DES il risultato si mantiene per tutto il 2° anno di follow-up.

Luglio 2010

Tempo precoronarico (pain-to-balloon) e mortalità a 3 anni dopo PCI primaria nell’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST

Maeng M et al. Am J Cardiol, 2010; 105(11):1528-1534

I risultati a 3 anni del DANAMI2 mostrano una mortalità simile per i pazienti con tempo precoronarico <3 ore o compreso tra 3 e 5 ore. La mortalità era invece significativamente aumentata nei pazienti con tempo ≥5 ore. Vi era inoltre un’associazione tra breve tempo precoronarico e flusso TIMI 3 post-procedurale e un’associazione tra tempo prolungato e riscontro di una frazione di eiezione ≤40% (presente in 1/3 dei pazienti con tempo ≥5 ore e predittore indipendente di mortalità a 3 anni).

Luglio 2010

Stent a rilascio di Paclitaxel (PES) vs stent a rilascio di Sirolimus (SES) nel trattamento dell’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST

Cho Y et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:498-506

Nel registro KAMIR (4416 pazienti) il tasso di MACE ad 1 anno era significativamente più elevato nel gruppo PES, a causa della più elevata TLR. Tuttavia, prendendo in considerazione i soggetti diabetici, non vi erano differenze nei MACE tra PES e SES.

Luglio 2010

Risultati clinici e angiografici dell’impiego di un nuovo stent in platino-cromo a maglie sottili

Kereiakes DJ et al. J Am Coll Cardiol, doi:10.1016/j.jacc.2010.04.011 Published online 19 May 2010

Il nuovo stent in platino-cromo a rilascio di paclitaxel TAXUS Element ha mostrato efficacia paragonabile a 1 anno al TAXUS Express, sia rispetto al tasso di insuccesso a livello della lesione target, sia rispetto alla percentuale della stenosi (in relazione al diametro). Non vi erano differenze nei risultati clinici e la trombosi intrastent era egualmente rara.

Giugno 2010

Il Myocardial Blush Grade predice la prognosi dello STEMI nella pratica quotidiana

Kampinga MA et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:216-223

Il MBG misurato nella pratica quotidiana dopo PCI primaria nello STEMI si è rivelato essere correlato significativamente con la mortalità ad 1 anno in 2118 pazienti consecutivi. Potrebbe essere quindi utile documentarlo d’abitudine nei referti.

Giugno 2010

L’età delle emazie nelle trasfusioni dopo PCI

Robinson SD et al. Am Heart J, 2010; 159:876-881

Nei pazienti sottoposti a emotrasfusione dopo angioplastica coronarica il volume totale delle trasfusioni e il tempo di conservazione dei globuli rossi risultano correlati con la mortalità a 30 giorni, suggerendo che l’utilizzo di emazie più “vecchie” può costituire un rischio aggiuntivo in tali pazienti.

Giugno 2010

La PCI immediata si associa a miglior sopravvivenza dopo arresto cardiaco extra-ospedaliero

Dumas F et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:200-207

Questo studio ha documentato che l’esecuzione della PCI immediata, indipendentemente dal pattern ECGrafico, in pazienti con Arresto Cardiaco Extra-Ospedaliero determina un miglioramento di sopravvivenza ospedaliera. In particolare è un predittore indipendente di sopravvivenza (OR 2.06; 95% CI 1.16 – 3.66).

Giugno 2010

Valutazione OCT della risposta vascolare in vivo dopo impianto di BMS e DES in overlapping

Guagliumi G et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:531-539

La valutazione con OCT ha mostrato in vivo che non esistono differenze significative tra overlapping di BMS e DES nel determinare maglie mal apposte o scoperte. Tra i DES esistono differenze che sembrano favorire i ZES in quanto presentano una minor frequenza di struts mal apposte o scoperte, rispetto a PES e SES. 

Giugno 2010

Prognosi dei pazienti asintomatici con malattia coronarica dopo PCI

Wakabayashi K et al Am J Cardiol, 2010; 105(11):1507-1512

Da questo studio condotto su un consistente numero di pazienti, si evince come il trattamento percutaneo mediante PCI di pz con malattia coronarica stabile incrementi il tasso di mortalità ad 1 anno.