SCIENTIFIC NEWS

Febbraio 2012

Zoterolimus vs Everolimus DES nel trattamento delle biforcazioni coronariche

Herrador JA et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2011; 78(7): 1086–1092

In questo studio monocentrico non randomizzato sono state trattate 110 biforcazioni con ZES e 129 con EES ed è emerso come al FU intraospedaliero i due stent siano sovrapponibili in termini di MACE, mentre nel FU a 12 mesi il trattamento con EES risulti essere migliore sia in termini di MACE che di TLR. Non sono emerse invece differenze significative per quanto riguarda la mortalità.
 

Febbraio 2012

Stenting carotideo e chirurgia cardiaca in pazienti sintomatici

Van der Heyden J et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:1190-1196

57 pazienti consecutivi sintomatici per stenosi carotidea e candidati a CABG sono stati sottoposti a stenting carotideo preventivo prima dell’intervento. Questa si è dimostrata essere una valida alternativa all’approccio chirurgico combinato per diminuire il rischio di stroke intraoperatorio nei pazienti sintomatici e ad alto rischio.

Gennaio 2012

Utilizzo del Sistema “CoreValve Revalving” in caso di fallimento dell’impianto di bioprotesi aortica

Bedogni F et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:1228-1234

25 pazienti ad alto rischio (EuroSCORE medio 31± 14.8%) con fallimento dell’impianto di bioprotesi aortica sono stati sottoposti all’impianto “valve-in-valve” con CoreValve Revalving  System, con un significativo calo del gradiente medio transvalvolare. È quindi emerso che questa strategia è sicura ed efficace in quei pazienti ad alto rischio di reintervento dopo fallimento dell’impianto di bioprotesi aortica.

Gennaio 2012

Fractional flow reserve nei pazienti con angina instabile e infarto miocardico senza sopralivellamento del tratto ST (NSTEMI)

Sels J-W EM et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:1183-1189

Quest’analisi retrospettiva dello studio FAME ha confrontato i risultati della PCI guidata dall’FFR rispetto alla PCI angio guidata in due sottogruppi: pazienti con NSTEMI o angina instabile e pazienti con angina stabile. I noti benefici dell’FFR nel ridurre il rischio di eventi avversi sono confermati sia per i pazienti con angina instabile o NSTEMI sia per i pazienti con angina stabile, senza differenze tra i 2 gruppi.

Dicembre 2011

Rischio emorragico della bivalirudina rispetto all’impiego di basse dosi di eparina nei pazienti sotoposti a PCI

Bangalore S et al. Circ Cardiovasc Interv, 2011; 4: 463-473

In pazienti non selezionati sottoposti a PCI, l’uso della bivalirudina rispetto all’uso di eparina a basse dosi (rigidamente titolata sulla base dell’ACT) era associato ad un ridotto rischio emorragico, senza aumento degli eventi ischemici. (Registro EVENT)

Dicembre 2011

Risultati a lungo termine del trattamento con angioplastica percutanea delle occlusioni coronariche croniche

Mehran R et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:952-961

Il trattamento efficace delle occlusioni croniche mediante PCI si associa ad una ridotta mortalità cardiaca e ad una minor necessità di ricorrere al CABG. L’utilizzo dei DES rispetto ai BMS consente una significativa riduzione della TVR, senza differenze riguardo la trombosi intrastent. PES e SES non differiscono né in merito alla sicurezza né in merito all’efficacia. (Multinational Chronic Total Occlusion Registry)

Novembre 2011

Impatto dell’idratazione nella nefropatia indotta dal mezzo di contrasto dopo PCI primaria

Maioli M et al. Circulation Cardiovasc Interv, 2011; 4:456-462

450 pazienti con STEMI sono stati randomizzati a ricevere un’idratazione con sodio bicarbonato precoce, tardiva o nulla rispetto alla PCI primaria. Lo studio ha evidenziato come l’incidenza di nefropatia da mezzo di contrasto sia ridotta nei pazienti con idratazione precoce, e anche in quelli che hanno ricevuto un volume di liquido maggiore (sia precoce che tardivo).

Novembre 2011

Prognosi a lungo termine in pazienti con STEMI e sanguinamenti maggiori intraospedalieri post-PCI

Suh J-W et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 58:1750-1756

Nell’HORIZON-AMI Trial 3345 pazienti sono stati sottoposti a PCI, il 6,9% dei quali è andato incontro a sanguinamenti maggiori. Il follow up a 3 anni ha evidenziato come quest’ultimo gruppo abbia un significativo aumento della mortalità e dei MACE,  definendo il sanguinamento maggiore un predittore indipendente di mortalità nei pazienti con STEMi sottoposti a PCI.

Novembre 2011

Confronto randomizzato tra carico di Clopidogrel ad alta (600 mg) e a bassa (300 mg) dose di carico: risultati dell’ARMIDA 6-MI

Patti G et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 58:1592-1599

Lo studio ha randomizzato 201 pazienti con STEMI sottoposti a PCI primaria a carico di Clopidogrel di 300 mg o 600 mg, ed ha evidenziato come il carico ad alta dose sia associato a una significativa riduzione dell’infarct size, a un miglioramento del risultato angiografico e della frazione di eiezione, e ad una riduzione dei MACE a 30 giorni.

Novembre 2011

Stenting carotideo: quanto incide l’esperienza dell’operatore?

Nallamothu BK et al. JAMA, 2011; 306:1338-1343

È stato condotto uno studio osservazionale su 24701 casi di stenting carotideo effettuati da 2339 operatori tra il 2005 e il 2007, ed è stato evidenziato come oltre alla selezione attenta dei pazienti e all’età, sia un predittore indipendente di mortalità anche l’esperienza dell’operatore. Solo 1 operatore su 8 effettua più di 12 procedure all’anno, con un progressivo aumento di mortalità e un minore uso di sistemi di protezione embolica.

 

Ottobre 2011

Importanza dell’esatta sede di puntura femorale per la riduzione delle complicanze emorragiche

Pitta SR et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2011; 78(2):294-299

Sono stati analizzati in modo retrospettivo 300 pazienti sottoposti a PCI con accesso femorale, suddividendoli tra quelli in cui la puntura è stata effettuata sopra la biforcazione ma sotto il bordo inferiore dell’arteria epigastrica inferiore (sito ottimale), e quelli con siti di puntura non ottimali. E’ emerso come la sede di puntura sia non ottimale in una significativa percentuale di pazienti, e che le complicanze emorragiche occorrono più frequentemente in questi casi piuttosto che in quelli con sede ottimale di accesso.

Ottobre 2011

Ruolo del rapporto tra volume di mezzo di contrasto e filtrato glomerulare in pazienti con STEMI sottoposti a PCI primaria

Aviv M et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2011; 78(2):198-201

871 pazienti sottoposti a PCI primaria per STEMI sono stati studiati dal punto di vista del rapporto tra volume di m.d.c. utilizzato e filtrato glomerulare (CMGFRratio), ed è stato evidenziato come questo rapporto sia un predittore indipendente dello sviluppo di CIN intraospedaliera (aumento della creatinina di 0.5 assoluto, o aumento relative del 25% in 48 h) e della mortalità a un anno, insieme alla coronaropatia multivasale.

Ottobre 2011

Interazione del diabete mellito sull’outcome clinico dopo impianto di stent a rilascio di everolimus rispetto a quelli a rilascio di paclitaxel

Stone G et al. Circulation, 2011; 124:893-900

Unendo I dati degli studi SPIRIT I, II, III e IV e quello del COMPARE, è stata analizzata la risposta all’impianto di EES e di PES da parte di pazienti diabetici e non. Quello che è emerso è come nei pazienti non diabetici gli EES siano associati a una significativa riduzione di morte, MI, trombosi di stent e TLR, cosa che non si riproduce nei pazienti diabetici, dove tra EES e PES c’è un’assoluta equivalenza di sicurezza ed efficacia.

Ottobre 2011

Correlazione tra il TIMI flow e la mortalità intraospedaliera in pazienti con STEMI sottoposti a PCI primaria

Wu J et al. Am Heart J, 2011; 162(1):178-183

Dati dal Registro Nazionale dell’Infarto Miocardico evidenziano come in 8337 pazienti con STEMI il TIMI flow grade prima della PCI sia strettamente correlato con la mortalità intraospedaliera e altri MACE, che risultano essere maggiori nei pazienti con TIMI 0/1 rispetto a quelli con TIMI 2 o 3. Questi dati rinforzano le analisi post-hoc di precedenti trial randomizzati e continuano a sostenere la necessità di ristabilire il prima possibile la pervietà dell’arteria correlata all’infarto.

Ottobre 2011

Utilizzo dell’OCT per valutare la risposta vascolare a una differente cinetica di rilascio del farmaco in diversi tipi di ZES: LongOCT Study

Guagliumi G et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:778-785

21 pazienti trattati con ZES-SR (rilascio prolungato di farmaco) sono stati confrontati con 22 pazineti trattati con ZES-FR (rapido rilascio di Zotarolimus) mediante analisi OCT. Lo studio ha evidenziato come la diversa cinetica di rilascio del farmaco impatti sullo sviluppo di iperplasia intimale (maggiore nei ZES –FR) e sulla percentuale di strut non ricoperti o malapposti (maggiore nel gruppo ZES-SR).

Ottobre 2011

Confronto randomizzato tra BES e SES: follow up a due anni

Klauss V et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:887-895

1707 pazienti sottoposti ad angioplastica coronarica sono stati randomizzati a ricevere BES con polimero riassorbibile o SES. Il follow up a 2 anni ha evidenziato come l’utilizzo dei BES sia ugualmente efficace (nessuna differenza in termini di morte, re-infarto e TVR) e sicuro (nessuna differenza in termini di trombosi di stent) rispetto a quello dei SES, anche in seguito all’interruzione della doppia terapia antiaggregante.

Ottobre 2011

Risultati clinici e angiografici a 5 anni del confronto randomizzato tra SES e PES di 1a generazione (LATE Trial)

Räber L et al. Circulation, 2011;123:2819-2828

Il follow up a lungo termine delle prime generazioni di DES non ha mostrato significative differenze né cliniche né angiografiche tra SES e PES. Si osservava un continuo aumento della late loss, oltre al persistente rischio di trombosi tardiva, suggerendo una guarigione vascolare incompleta fino a 5 anni dall’impianto.

Settembre 2011

L’uscita della Cordis dal mercato di produzione dei DES

Cordis Press release

Con un comunicato stampa aziendale Cordis ha annunciato che terminerà la produzione dello stent Cypher entro la fine del 2011, e non continuerà nella ricerca e nella produzione del nuovo stent bioassorbibile Nevo a rilascio di Sirolimus, i cui risultati promettenti rispetto ai DES a rilascio di Paclitaxel erano stati presentati all’EURO PCR 2010 a Parigi. La motivazione alla base di questa decisione sembrerebbe essere la saturazione del mercato dei DES negli Stati Uniti.

Settembre 2011

Confronto tra PCI facilitata pre-ospedaliera e PCI primaria nello STEMI precoce: il LIPSIA-STEMi Trial

Thiele H et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:605-614

Lo studio ha arruolato pazienti con STEMI con esordio dei sintomi entro le 3 ore precedenti, randomizzandoli a trattamento con tenecteplase pre-ospedaliero e successiva PCI facilitata oppure a PCI primaria. I risultati hanno dimostrato un’assenza di vantaggi del primo trattamento rispetto alla PCI primaria in termini di estensione dell’infarto (valutato mediante MRI) e di perfusione tissutale, nonostanmte un miglior TIMI flow al momento dell’angiografia nel primo gruppo.

Settembre 2011

Valore prognostico del SINTAX SCORE in pazienti con SCA sottoposti a PCI: analisi dello studio ACUITY

Palmerini T et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 57:2389-2397

Nel sottostudio angiografico dell’ACUITY è stato calcolato il SS di 2,627 pazienti con SCA, dividendoli poi in terzili: <7 (n = 854),   ≥7 and <13 (n = 825),and  ≥13 (n = 948). Ad 1 anno di FU la mortalità è risultata dell’ 1.5%, 1.6%,  e 4.0% nel 1°, 2° e 3° terzile, rispettivamente (p = 0.0005), la morte cardiaca  dello  0.2%, 0.9%, e 2.7% (p <0.0001); l’IM del 6.3%, 8.3%, e 12.9% (p <0.0001);  e la TVR 7.4%, 7.0%, e 9.8% (p = 0.02).  Il SS è risultato quindi un predittore indipendente a 1 anno di FU di mortalità, IM, morte cardaca e TVR nei pazineti con SCA sottoposti a PCI.