SCIENTIFIC NEWS

Luglio 2010

Tempo precoronarico (pain-to-balloon) e mortalità a 3 anni dopo PCI primaria nell’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST

Maeng M et al. Am J Cardiol, 2010; 105(11):1528-1534

I risultati a 3 anni del DANAMI2 mostrano una mortalità simile per i pazienti con tempo precoronarico <3 ore o compreso tra 3 e 5 ore. La mortalità era invece significativamente aumentata nei pazienti con tempo ≥5 ore. Vi era inoltre un’associazione tra breve tempo precoronarico e flusso TIMI 3 post-procedurale e un’associazione tra tempo prolungato e riscontro di una frazione di eiezione ≤40% (presente in 1/3 dei pazienti con tempo ≥5 ore e predittore indipendente di mortalità a 3 anni).

Luglio 2010

Stent a rilascio di Paclitaxel (PES) vs stent a rilascio di Sirolimus (SES) nel trattamento dell’infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST

Cho Y et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:498-506

Nel registro KAMIR (4416 pazienti) il tasso di MACE ad 1 anno era significativamente più elevato nel gruppo PES, a causa della più elevata TLR. Tuttavia, prendendo in considerazione i soggetti diabetici, non vi erano differenze nei MACE tra PES e SES.

Luglio 2010

Risultati clinici e angiografici dell’impiego di un nuovo stent in platino-cromo a maglie sottili

Kereiakes DJ et al. J Am Coll Cardiol, doi:10.1016/j.jacc.2010.04.011 Published online 19 May 2010

Il nuovo stent in platino-cromo a rilascio di paclitaxel TAXUS Element ha mostrato efficacia paragonabile a 1 anno al TAXUS Express, sia rispetto al tasso di insuccesso a livello della lesione target, sia rispetto alla percentuale della stenosi (in relazione al diametro). Non vi erano differenze nei risultati clinici e la trombosi intrastent era egualmente rara.

Giugno 2010

Il Myocardial Blush Grade predice la prognosi dello STEMI nella pratica quotidiana

Kampinga MA et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:216-223

Il MBG misurato nella pratica quotidiana dopo PCI primaria nello STEMI si è rivelato essere correlato significativamente con la mortalità ad 1 anno in 2118 pazienti consecutivi. Potrebbe essere quindi utile documentarlo d’abitudine nei referti.

Giugno 2010

L’età delle emazie nelle trasfusioni dopo PCI

Robinson SD et al. Am Heart J, 2010; 159:876-881

Nei pazienti sottoposti a emotrasfusione dopo angioplastica coronarica il volume totale delle trasfusioni e il tempo di conservazione dei globuli rossi risultano correlati con la mortalità a 30 giorni, suggerendo che l’utilizzo di emazie più “vecchie” può costituire un rischio aggiuntivo in tali pazienti.

Giugno 2010

La PCI immediata si associa a miglior sopravvivenza dopo arresto cardiaco extra-ospedaliero

Dumas F et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:200-207

Questo studio ha documentato che l’esecuzione della PCI immediata, indipendentemente dal pattern ECGrafico, in pazienti con Arresto Cardiaco Extra-Ospedaliero determina un miglioramento di sopravvivenza ospedaliera. In particolare è un predittore indipendente di sopravvivenza (OR 2.06; 95% CI 1.16 – 3.66).

Giugno 2010

Valutazione OCT della risposta vascolare in vivo dopo impianto di BMS e DES in overlapping

Guagliumi G et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:531-539

La valutazione con OCT ha mostrato in vivo che non esistono differenze significative tra overlapping di BMS e DES nel determinare maglie mal apposte o scoperte. Tra i DES esistono differenze che sembrano favorire i ZES in quanto presentano una minor frequenza di struts mal apposte o scoperte, rispetto a PES e SES. 

Giugno 2010

Prognosi dei pazienti asintomatici con malattia coronarica dopo PCI

Wakabayashi K et al Am J Cardiol, 2010; 105(11):1507-1512

Da questo studio condotto su un consistente numero di pazienti, si evince come il trattamento percutaneo mediante PCI di pz con malattia coronarica stabile incrementi il tasso di mortalità ad 1 anno.

Giugno 2010

Risultati del trattamento invasivo in pz con stress test positivo

Adamu U et al. Am J Cardiol, 2010; 105(11):1535-1539

Pazienti con malattia coronarica stabile e stress positivo non traggono vantaggio, valutando la mortalità e la frequenza di infarto non fatale, dalla rivascoalrizzazione percutanea. L' unico beneficio si riscontra nella riduzione, sul lungo termine, degli episodi di angina nei pz rivascolarizzati per via percutanea.

Giugno 2010

Confronto a lungo termine tra DES e BMS in merito a sicurezza ed efficacia nel trattamento dei graft in vena safena

Latib A et al. Circ Cardiovasc Interv 2010

Il confronto a 2 anni tra l’impiego di DES (127 pts) e BMS (131 pts) nel trattamento percutaneo dei graft in vena safena non ha messo in evidenza nessuna differenza significativa in termini di mortalità, re-IMA e TVR. Solo una propensity analysis ha suggerito un possibile beneficio in termini di TVR, ma nessuna differenza in termini di end-point hard.

Giugno 2010

Elevata incidenza di formazione di trombo a 18 mesi dall’impianto di stent a rilascio di paclitaxel: confronto angioscopico con lo stent a rilascio di sirolimus

Hara M et al. Am Heart J, 2010; 159(5):905-910

Il ristudio a 18 mesi di un piccolo gruppo di pazienti trattati con DES a rilascio di paclitaxel (PES) o sirolimus (SES) con anche ausilio dell’angioscopia ha mostrato che il PES si associa a un livello inferiore di endotelizzazione dello stent e ad una maggior incidenza di formazione di trombo, rispetto al SES.

Giugno 2010

Sicurezza ed efficacia a lungo termine dello stenting vs. CABG per malattia del tronco comune non protetto. Risultati a 5 anni del Registro MAIN-COMPARE

Park DW et al. J Am Coll Cardiol, 2010

Il confronto tra stenting e CABG effettuati per malattia del tronco comune non protetto ha messo in evidenza a 5 anni nessuna differenza in termini di mortalità, IMA e stroke, mentre lo stenting si associa a un significativo rischio di TVR rispetto al CABG di oltre le 5 volte.

Maggio 2010

Impianto di stent ed eventi cardiovascolari in pz sottoposti a chirurgia non cardiaca

Cruden NLM et al, Circ Cardiovasc Interv, 2010; Published online before print May 4

Pz con recente impianto di stent, che si sottopongo a chirugia non cardiaca, hanno un aumentato rischio di ischemia miocardica, di infarto e morte, particolarmente dopo una SCA, nel periodo perioperatorio. Per almeno 2 anni dopo una PCI gli outcomes sono simili sia per i DES sia per i BMS.

Maggio 2010

Aumento del sanguinamento in pz con DES e clopidogrel - HMORN- Stent Registry

Tsai TT et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; Published online before print May 4

In questo ampio registro americano, si è osservato come l'utilizzo del clopidogrel fino a 18 mesi riduce il re-infarto per tutto il periodo d'osservazione, così come riduce la mortalità nell'intervallo di tempo fra 7 e 12 mesi, mentre determina un incremento dei sanguinamenti maggiori per tutti gli intervalli di tempo analizzati.

Maggio 2010

Stent a rilascio di everolimus vs rilascio di paclitaxel nella malattia coronarica

Stone GW et al. N Engl J Med, 2010; 362:1663-1674

Nei pazienti trattati con everolimus, vi è una riduzione ad 1 anno di mortalità cardiaca, infarti e rivascolarizzazione della lesione trattata, oltre a ridotta trombosi intrastent. Everolimus e paclitaxel non mostravano differenze nei pazienti diabetici.

Maggio 2010

Caratteristiche IVUS nei pazienti con trombosi tardiva di BMS e DES

Lee CW et al. J Am Coll Cardiol, 2010; 55:1936-1942

30 pazienti con trombosi tardiva (23 DES e 7 BMS), avvenuta in media a 51 mesi, più precoce nei DES (33 mesi). La malapposizione era presente solo nei DES, mentre la progressione di malattia con rottura della neointima era più comune nei BMS.  

Maggio 2010

Rispetto al SES, nel modello porcino, lo stent polymer-free a rilascio di Biolimus A9 mostra più efficace inibizione intimale, miglior guarigione e ridotta infiammazione

Tada N et al. Circ Cardiovasc Interv, 2010; 3:174-183

Nel modello porcino, a 180 giorni, lo stent polymer-free a rilascio di Biolimous A9 (derivato della rapamicina) dimostra superiore riduzione della proliferazione intimale rispetto al SES. La guarigione tardiva era minima, senza aumento dell’infiammazione.

Maggio 2010

Meta-analisi di trials randomizzati sull’efficacia dei sistemi di chiusura vascolare dopo coronarografia e angioplastica

Biancari F et al. Am Heart J, 2010; 159(4):518-531

I sistemi di chiusura si associano a rapida emostasi e brevi ricoveri, ma comportano più infezioni, ischemia degli arti inferiori e ricorso alla chirurgia. Gran parte degli studi esclude i pazienti ad alto rischio di complicanze legate all’accesso arterioso

Maggio 2010

Ruolo della lunghezza dello stent nel predire la trombosi dei DES: relazione e valore soglia

Suh J et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:383-389

La copertura dell’intera lesione riduce la restenosi, ma la lunghezza aumenta la trombosi (ST). In 3145 pazienti con un DES a 3 anni la ST era 2.2%. La lunghezza si associava a maggior ST, mortalità e infarto e un valore >31.5 mm era predittore indipendente di ST.

Maggio 2010

Occlusione endovascolare prossimale durante PTA carotidea

Stabile E et. al J Am Coll Cardiol, 2010; 55:1661-1667

L'utilizzo dell'occlusione prossimale endovascolare durante stent carotideo appare sicuro ed efficace per qualunque categoria di pazienti. Le caratteristiche anatomiche del vaso e le condizioni cliniche determinanti l'alto rischio procedurale non si sono associate a un aumentato rischio di eventi avversi.