SCIENTIFIC NEWS

Novembre 2010

Somministrazione locale vs. infusione intracoronarica di abcximab in pazienti con ACS

Prati F et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:928-934

Nei pz con SCA la somministrazione locale attraverso un micro catetere dedicato di abcximab, rispetto all’infusione intracoronarica, determina una riduzione significativa del thrombus score all’OCT eseguita dopo PCI. La somministrazione locale sembra determinare un miglioramento anche del TIMI frame count e favorevoli ripercussioni anche sul piano clinico con una riduzione significativa dei MACE, rispetto all’infusione intracoronarica.

Novembre 2010

Utilità della PCI primaria negli ultranovantenni con infarto acuto

Danzi GB et al. Am J Cardiol, 2010; 106:770-773

Dalla revisione dei database di 7 centri italiani emerge che il 2% delle PCI primarie è stata eseguita in ultranovantenni, con mortalità intraospedaliera del 19% e sopravvivenza a 6 mesi del 68%. Predittori indipendenti di mortalità sono risultati lo shock cardiogeno, il flusso TIMI e la somministrazione di abciximab.

Novembre 2010

Outcome dei pazienti dimessi in giornata dopo PCI

Patel M et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:851-858

Dall’analisi di 2400 pz dimessi nella stessa giornata dopo PCI elettiva non complicata, anche utilizzando approccio femorale e device emostatico in un’alta percentuale (90.5%), e con l’aggiunta di inibitori piastrinici IIbIIIa (28%) emerge un basso tasso composito di MACCE e complicanze emorragiche e vascolari a 30 giorni (0.96%).

Novembre 2010

Efficacia della bivalirudina nei pz in trattamento con clopidogrel dopo angiografia diagnostica in corso di SCA

Feldman DN et al Catheter Cardiovasc Interv, 2010; 76(4):513–524

Nei pz con SCA che assumono clopidogrel dopo l'angiografia diagnostica (prima o entro 30 minuti dalla PCI), la monoterapia con bivalirudina peri-procedurale riduce gli eventi avversi acuti e a lungo termine con un minor rischio di sanguinamento nel confronto con eparina sodica e inibitori GP IIb/IIIa.

Novembre 2010

Ruolo dell'ipertensione e del dolore refrattario nelle dissezioni acute di tipo B

Trimarchi S et al Circulation, 2010;122:1283-1289

Dolori ricorrenti e ipertensione refrattaria sembrerebbero essere segni clinici associati a un aumento della mortalità intraopsedaliera, in particolar modo se è stata effettuata la scelta del management medico  (35.6% vs 1.5%; pz con e senza segni clinici P=0.0003). Queste osservazioni suggeriscono che il trattamento della dissezione, anche per via endovascolare, può riusltare più utile.

Novembre 2010

Contropulsazione aortica elettiva durante PCI ad alto rischio: un trial randomizzato

Perera D et al. JAMA, 2010; 304:867-874

L’impiego sistematico e profilattico dello IABP in pz con PCI ad alto rischio non determina un vantaggio in termini di MACE. L’unico vantaggio derivante dall’impiego routinario dello IABP è una minor incidenza di complicanze procedurali (ipotensione richiedente supporto inotropo e di liquidi).

Novembre 2010

Ematoma retroperitoneale dopo PCI: prevalenza, fattori di rischio, gestione, out come e predittori di mortalità

Trimarchi S et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:845-850

L’ematoma retroperitoneale è una complicanza non frequente, ma gravata da un significativo incremento di mortalità (aumento di quasi 6 volte) e morbidità (aumento dell’incidenza di IMA di oltre 3 volte, sepsi oltre 5 volte e scompenso quasi 5 volte) della PCI. Quest’analisi ha identificato fattori di rischio già noti e un effetto protettivo dall’impiego di bivalirudina.

Novembre 2010

Risultati del trattamento delle lesioni di biforcazione con DES nel mondo reale, dai 4314 pazienti del registro multicentrico italiano sulle biforcazioni (I-BIGIS) del SICI-GISE

Romagnoli E et al., Am Heart J, 2010; 160(3):535-542.e1

Considerando una popolazione non selezionata di pz trattati con PCI di biforcazione mediante DES, le MACEs erano predette da età, diabete, insufficienza renale, disfunzione sistolica, malattia multivasale, presenza di infarto miocardico all’ammissione, trattamento delle restenosi, uso di BMS e ridotta durata della DAT. I risultati a lungo termine erano buoni in particolare nei pz trattati con DES, strategia a singolo stent e durata della DAT di almeno 6 mesi.

Ottobre 2010

Effetto del ticagrelor sulla funzionalità piastrinica in corso di SCA

Storey RF et al. J Am Coll Cardiol, 2010; Settembre, on line

Il ticagrelor realizza un'inibizione della funzione piastrinica maggiore del clopidogrel, in corso di SCA, sia durante la prima ora di trattamento che durante il trattamento di mantenimento.

Ottobre 2010

Aumento dell'inibizione piatrinica dopo switch fra clopidogrel e prasugrel in pz con SCA - SWAP Study

Angiolillo DJ et al. J Am Coll Cardiol, 2010; 56:1017-1023

La sostituzione, in pz in terapia a dose di mantenimento, del clopidogrel con il prasugel, determina una riduzione della funzione piastrinica entro 1 settimana dall'assunzione della prima dose in caso di dosaggio di mantenimento ed entro 2 se viene somministrata la dose di carico.

Ottobre 2010

Ticagrelor vs Clopidogrel nelle SCA in base alla funzionalità renale – Risultati dal PLATO Trial

James S et al. Circul, 2010; 122:1056-1067

Nelle SCA in pz con IRC, il ticagrelor comparato con clopidogrel riduce in maniera significativa gli end points ischemici e la mortalità senza incrementare la percentuale di sanguinamenti maggiori, ma con sanguinamenti non relati alla procedura numericamente maggiori.

Ottobre 2010

Bivalirudina vs Bivalirudina e inibitori GPIIb/IIIa vs eparina e GP IIb/IIIa in pz con SCA da malattia del graft venoso

Kumar D et al. Am J Cardiol, 2010; 106(7):941-945

La sola bivalirudina presenta una simile frequenza di aventi cardiaci avversi maggiori ed una più bassa incidenza di sanguinamenti minori quando comparata con eparina ed inibitori GP IIb/IIIa o bivalirudina con inibitori GP IIb/IIIa.

Ottobre 2010

DES vs BMS nei graft venosi

Baldwin DE et al. Am J Cardiol, 2010; 106(7):946-951

Questo studio multicentrico non randomizzato fatto con pz non selezionati non ha evidenziato benefici del DES nelle lesioni dei grafts venosi quando comparato con il BMS a 3 anni.

Ottobre 2010

La reattività piastrinica e gli outcomes periprocedurali nei pz con diabete trattati e non con clopidogrel

Mangiacapra F et al. Am J Cardiol, 2010; 106(5):619-623

Pazienti diabetici sottoposti a PCI presentano un’elevata reattività piastrinica al momento della procedura nonostante adeguato pretrattamento con clopidogrel con conseguente aumento degli outcomes periprocedurali. La prova di reattività piastrinica potrebbe essere di aiuto per discriminare pz con rischio maggiore di infarto periprocedurale.

Ottobre 2010

Impatto della tromboaspirazione durante PPCI – Expira Trial

Sardella G et al. Am J Cardiol, 2010; 106(5):624-629

L’aspirazione di materiale trombotico prima dell’impianto di stent all’interno della culprit lesion in pz selezionati con STEMI migliora la riperfusione miocardica con un significativo deccremento dell’incidenza di morte cardiaca ed eventi cardiaci avversi maggiori a 2 anni.

Ottobre 2010

Nei pazienti con trombosi intrastent si riscontra un ridotto effetto antiaggregante dell’aspirina e una quota maggiore di piastrine immature

Würtz M et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:828-835

In 39 pazienti con eventi dimostrati di trombosi intrastent, si è riscontrato un ridotto effetto antiaggregante dell’aspirina, che potrebbe essere spiegato da un aumentato turnover piastrinico.

Ottobre 2010

Risultati dopo l’impianto di stent a rilascio di paclitaxel (TAXUS) nel trattamento delle lesioni dei graft in safena. Dati dal programma ARRIVE

Brilakis ES et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2010; 3:742-750

Nonostante il più elevato rischio nei 2 anni di follow-up rispetto agli altri pz del programma ARRIVE, il trattamento con TAXUS nei 474 pz con lesioni dei graft in safena si dimostra una valida opzione terapeutica, rispetto ai dati storici sulla rivascolarizzazione di tali graft.

Settembre 2010

Da un ampio registro l’eptifibatide appare non inferiore all’abciximab nella PCI primaria

Akerblom A et al. J Am Coll Cardiol 2010;56:470-475

Dal registro svedese SCAAR che raccoglie i dati di oltre 11.000 pazienti sottoposti a PCI primaria si evince che riguardo all’endpoint primario di morte o infarto nel primo anno di follow up l’utilizzo periprocedurale di eptifibatide non è inferiore all’utilizzo di abciximab.

Settembre 2010

In un confronto randomizzato l’eptifibatide appare non inferiore all’abciximab nella PCI primaria

Zeymer U. et al. J Am Coll Cardiol 2010; 56:463-469

Lo studio randomizzato EVA-AMI che ha coinvolto 427 pazienti sottoposti a PCI primaria per infarto acuto ha mostrato la non inferiorità del doppio bolo di eptifibatide seguito da 24 ore di infusione rispetto al bolo singolo di abciximab seguito da 12 ore di infusione rispetto all’endpoint primario che consisteva nella risoluzione del sopralivellamento ST.

Settembre 2010

L’impianto di DES nei pazienti con STEMI: follow up a lungo termine

Kaltoft A et al. J Am Coll Cardiol 2010; 56:641-5

Dal follow up a 3 anni dei 636 pz dello studio DEDICATION (Drug Eluting and Distal Protection in AMI) è emerso che l’impianto di DES invece di BMS riduce il rischio di MACE, in particolare TLR, ma aumenta il rischio di morte cardiaca, sebbene non dovuta a reinfarto o trombosi dello stent.