SCIENTIFIC NEWS

Maggio 2012

Stent con polimero bioassorbibile a rilascio di everolimus: risultati dall’EVOLVE trial

Meredith IT et al. J Am Coll Cardiol, 2012; 59:1362-1370

291 pazienti sono stati randomizzati 1:1.1 ad impianto di Promus element, Sinergy o Sinergy a dose dimezzata di farmaco. L’end point primario è stato la TLF a 30 e lo studio ha raggiunto la non inferiotrità dello stent con polimero bioassorbibile, confermando l’efficacia del rilascio del farmaco da parte di questo tipo di delivery.

Maggio 2012

Stent non medicati e neo-aterosclerosi intrastent

Yamaji K et al. Circulation Cardiovasc Interv, 2012; 5:47-54

I fenomeni di neo-aterosclerosi intrastent rivestono un ruolo nella fisiopatologia delle trombosi tardive all’interno degli stent non medicati, in particolare per quelle che si verificano oltre i 3 anni dall’impianto.

Maggio 2012

Prevenzione della nefropatia da contrasto mediante furosemide e idratazione commisurata alla diuresi. The MYTHOS Trial

Marenzi G et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2012; 5:90-97

La nefropatia da contrasto può essere ridotta dall’impiego di furosemide per favorire un’aumento della diuresi, combinato alla somministrazione pre, intra e post-procedurale di un’infusione di soluzione salina esattamente corrispondente all’entità della diuresi stessa. La minor incidenza di tale nefropatia si associa alla successiva riduzione delle complicanze intra-ospedaliere, nei pazienti con insufficienza renale cronica, sottoposti a procedure interventistiche coronariche.

Maggio 2012

Effetti del pretrattamento con atorvastatina sull’area infartuale nei pazienti affetti da infarto miocardico con elevazione del tratto ST sottoposti ad angioplastica primaria

Hahn J-Y et al. Am Heart J, 2011; 162(6):1026-1033

173 pazienti affetti da infarto miocardico acuto e sottoposti ad angioplastica primaria (PPCI) sono stati randomizzati in due gruppi: atorvastatina (80 mg prima della PPCI e 80 mg al giorno per 5 giorni) o controllo (10 mg al giorno dopo la PPCI). Non furono osservate differenze in termini di area infartuale misurata alla SPECT a 5-14 giorni. Non vi furono differenze nei surrogati di riperfusione (ST resolution e MBG).

Aprile 2012

Follow up a breve e medio termine dopo TAVI in pazienti con Euroscore <20%. Analisi comparativa tra diverse classi di rischio

Tamburino C et al. Catheter and Cardiovasc Interv, 2011; 79(1):132-140

Di 165 pazienti sottoposti a TAVI sono stati confrontati quelli con Euroscore <20% con quelli a rischio maggiore in termini di outcome clinico. I risultati suggeriscono che la mortalità correntemente riportata per i pazienti sottoposti a TAVI può essere dovuta all’elevato profilo di rischio di questi pazienti rispetto a quelli sottoposti a chirurgia.

Aprile 2012

Efficacia e performance emodinamica dell’impianto trans-femorale di valvola aortica non metallica, recuperabile e riposizionabile

Bijuklic K et al. Circulation Cardiovasc Interv, 2011; 4: 595-601

66 pazienti asintomatici con stenosi valvolare aortica severa sono stati sottoposti all’impianto di questo tipo di valvola, mostrando a 2 anni di follow-up un posizionamento stabile della valvola e una buna performance emodinamica, con un’insufficienza valvolare assente o minima nella maggior parte dei pazienti.

Aprile 2012

Integrità longitudinale degli stent

Ormiston JA et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:1310-1317

Studiando con apposite metodiche la deformazione degli stent ne è derivato che gli stent con 2 connettori tra le maglie hanno minor forza longitudinale, se esposti a forze di compressione o allungamento, se paragonati con stent con più connettori, andando quindi incontro a una maggiore deformazione.

Aprile 2012

Valutazione della funzionalità piastrinica e della PCR con metodo point-of-care come predittore di eventi cardiovascolari dopo l’impianto di DES

Park DW et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 58:2630-2639

In 2849 pazienti sottoposti a PCI con impianto di DES sono stati testati l’aggregazione piastrinica con Verify Now e i valori di PCR, dimostrando che un’aumentata reattività piastrinica non è legata a un outcome clinico peggiore, mentre elevati valori di PCR corrispondono a un aumento di eventi trombotici.

Marzo 2012

Rischio di insuccesso della rivascolarizzazione a 1 anno in relazione alla geometria del vaso e alla conformabilità dello stent, usando DES di seconda generazione

Gomez-Lara J et al. Am Heart J, 2011 ; 162(6) :1069-1079.e2

Nel trial RESOLUTE All-Comers, dopo 1 anno, 121 pazienti (176 lesioni) mostravano un insuccesso della rivascolarizzazione, espresso come mortalità cardiaca, infarto miocardico acuto e TLR. Non vi era relazione tra la geometria del vaso e i casi di insuccesso. Lo stent Resolute mostrava una maggior conformabilità rispetto allo Xience.

Marzo 2012

La scelta della modalità di rivascolarizzazione è influenzata dalla “cultura” del medico che esegue l’esame e della struttura ospedalier

Tu JV et al. CMAJ, 2012; 184:179-186

La scelta tra CABG e PCI è fortemente influenzata dalle abitudini dell’ospedale e del medico che esegue l’esame, in funzione del rapporto tra diverse procedure eseguite e dell’anatomia coronarica. Per la patologia monovasale è preferita la PCI e per le lesioni del tronco comune è più utilizzato il CABG, mentre la più evidente disparità di scelte si ritrova per la malattia multivasale. Centri con elevato rapporto PCI/CABG tendono a preferire la PCI. Ne deriva l’importanza di un Heart Team coordinato per evitare che la scelta non sia la migliore per il paziente o quella che egli desidera.

Marzo 2012

Relazione tra la riperfusione miocardica post-procedurale e la sopravvivenza nei pazienti con STEMI trattati con PCI primaria (HORIZONS-AMI trial)

Brener SJ et al. Am Heart J, 2011; 162(6):1044-1051

La sopravvivenza è stata messa in relazione alla perfusione miocardica rilevata con 2 metodi (dinamico e densitometrico), dimostrando come la ridotta perfusione post-procedurale sia un potente predittore di mortalità sia a breve (30 giorni) che a lungo termine (3 anni).

Marzo 2012

La correzione dell’insufficienza mitralica mediante MitraClip nei pazienti non responsivi alla terapia di resincronizzazione cardiaca migliora i sintomi e promuove il rimodellamento inverso

Auricchio A et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 58:2183-2189

Valutando 51 pazienti non  responsivi alla terapia di resincronizzazione cardiaca, in parte a causa di una persistente insufficienza mitralica funzionale moderata o severa, la terapia con MitraClip si è dimostrata sicura, fattibile e in grado di migliorare la classe funzionale, aumentare la frazione di eiezione e ridurre i volumi ventricolari nel 70% dei casi.

Febbraio 2012

Zoterolimus vs Everolimus DES nel trattamento delle biforcazioni coronariche

Herrador JA et al. Catheter Cardiovasc Interv, 2011; 78(7): 1086–1092

In questo studio monocentrico non randomizzato sono state trattate 110 biforcazioni con ZES e 129 con EES ed è emerso come al FU intraospedaliero i due stent siano sovrapponibili in termini di MACE, mentre nel FU a 12 mesi il trattamento con EES risulti essere migliore sia in termini di MACE che di TLR. Non sono emerse invece differenze significative per quanto riguarda la mortalità.
 

Febbraio 2012

Stenting carotideo e chirurgia cardiaca in pazienti sintomatici

Van der Heyden J et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:1190-1196

57 pazienti consecutivi sintomatici per stenosi carotidea e candidati a CABG sono stati sottoposti a stenting carotideo preventivo prima dell’intervento. Questa si è dimostrata essere una valida alternativa all’approccio chirurgico combinato per diminuire il rischio di stroke intraoperatorio nei pazienti sintomatici e ad alto rischio.

Gennaio 2012

Utilizzo del Sistema “CoreValve Revalving” in caso di fallimento dell’impianto di bioprotesi aortica

Bedogni F et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:1228-1234

25 pazienti ad alto rischio (EuroSCORE medio 31± 14.8%) con fallimento dell’impianto di bioprotesi aortica sono stati sottoposti all’impianto “valve-in-valve” con CoreValve Revalving  System, con un significativo calo del gradiente medio transvalvolare. È quindi emerso che questa strategia è sicura ed efficace in quei pazienti ad alto rischio di reintervento dopo fallimento dell’impianto di bioprotesi aortica.

Gennaio 2012

Fractional flow reserve nei pazienti con angina instabile e infarto miocardico senza sopralivellamento del tratto ST (NSTEMI)

Sels J-W EM et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:1183-1189

Quest’analisi retrospettiva dello studio FAME ha confrontato i risultati della PCI guidata dall’FFR rispetto alla PCI angio guidata in due sottogruppi: pazienti con NSTEMI o angina instabile e pazienti con angina stabile. I noti benefici dell’FFR nel ridurre il rischio di eventi avversi sono confermati sia per i pazienti con angina instabile o NSTEMI sia per i pazienti con angina stabile, senza differenze tra i 2 gruppi.

Dicembre 2011

Rischio emorragico della bivalirudina rispetto all’impiego di basse dosi di eparina nei pazienti sotoposti a PCI

Bangalore S et al. Circ Cardiovasc Interv, 2011; 4: 463-473

In pazienti non selezionati sottoposti a PCI, l’uso della bivalirudina rispetto all’uso di eparina a basse dosi (rigidamente titolata sulla base dell’ACT) era associato ad un ridotto rischio emorragico, senza aumento degli eventi ischemici. (Registro EVENT)

Dicembre 2011

Risultati a lungo termine del trattamento con angioplastica percutanea delle occlusioni coronariche croniche

Mehran R et al. J Am Coll Cardiol Intv, 2011; 4:952-961

Il trattamento efficace delle occlusioni croniche mediante PCI si associa ad una ridotta mortalità cardiaca e ad una minor necessità di ricorrere al CABG. L’utilizzo dei DES rispetto ai BMS consente una significativa riduzione della TVR, senza differenze riguardo la trombosi intrastent. PES e SES non differiscono né in merito alla sicurezza né in merito all’efficacia. (Multinational Chronic Total Occlusion Registry)

Novembre 2011

Impatto dell’idratazione nella nefropatia indotta dal mezzo di contrasto dopo PCI primaria

Maioli M et al. Circulation Cardiovasc Interv, 2011; 4:456-462

450 pazienti con STEMI sono stati randomizzati a ricevere un’idratazione con sodio bicarbonato precoce, tardiva o nulla rispetto alla PCI primaria. Lo studio ha evidenziato come l’incidenza di nefropatia da mezzo di contrasto sia ridotta nei pazienti con idratazione precoce, e anche in quelli che hanno ricevuto un volume di liquido maggiore (sia precoce che tardivo).

Novembre 2011

Prognosi a lungo termine in pazienti con STEMI e sanguinamenti maggiori intraospedalieri post-PCI

Suh J-W et al. J Am Coll Cardiol, 2011; 58:1750-1756

Nell’HORIZON-AMI Trial 3345 pazienti sono stati sottoposti a PCI, il 6,9% dei quali è andato incontro a sanguinamenti maggiori. Il follow up a 3 anni ha evidenziato come quest’ultimo gruppo abbia un significativo aumento della mortalità e dei MACE,  definendo il sanguinamento maggiore un predittore indipendente di mortalità nei pazienti con STEMi sottoposti a PCI.